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Hot Dog - “Enemies”, Pop/Punk a spada tratta

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Riposto il libro di letteratura italiana e lasciato lo sventurato Orlando in preda alla sua follia, mi siedo sulla mia comoda sedia con le ruote per parlarvi di Enemies, album degli Hot Dog, band romana già al secondo lavoro e che, in attività dal 2007, ha inaugurato il 2013 con il nuovo disco. Questi ragazzi romani hanno intrapreso un genere che a tutti quelli che sono stati adolescenti (o adolescemi come direbbe il mio professore di chimica) dopo gli anni ’90, specialmente se rockettari, non può che portare alla mente tanti e tantissimi ricordi di un gusto musicale embrionale e in piena formazione. Molti di noi però, come il sottoscritto, hanno portato avanti questa passione per un genere tanto divertente, piacevole e orecchiabile.“ALL THE GOOD SHIT”: solo a sentire queste quattro parole sono certo che la maggior parte degli amanti del genere vorrebbero alzarsi e cominciare a saltare sulle note di quella che è forse la raccolta più bella del Pop/Punk: quella contenente tutta la “Buona Merda” dei Sum41 e che ci ha regalato canzoni-icona come Still Waiting, Hell Song e Over My Head tutte nello stesso album. Avrei potuto citare Enema Of The State dei Blink182 oppure Dookie dei Green Day (di cui trattengo per me il mio personale parere sugli ultimi album) e l’effetto sarebbe stato analogo. Ecco, gli Hot Dog hanno intrapreso questo genere ponendo grande attenzione al percorso dei loro predecessori illustri; infatti si collocano proprio in bilico nel sottilissimo confine che esiste tra il Pop/Punk e il Punk/Rock e ciò li ha portati alla composizione di questo album che credo sia difficile da considerare, a livello stilistico e musicale, poi tanto distante dai primi lavori di tutte le grandi band del genere. In Enemies ho rivisto i Blink182 di Buddah, Cheshire Cat e Dude Ranch quelli molto grezzi e punk e di qualche pezzo, come “Miles Away”, dei Goldfingers, con l’aggiunta di assoli di chitarra alla Dave Baksh, ex Sum41 ora Brown Brigade, (chitarrista a mio parere sottovalutato) e basi ritmiche che a me francamente ricordano a larghi tratti quelle dell’album “Black Parade” dei My Chemical Romance. Per la parte canora vorrei intraprendere un discorso a parte: lo stile di canto è ben studiato a mio parere e per questo volevo fare i complimenti a tutti gli elementi del gruppo, in particolare a Mattia Scafetti, perché oltre ai cori comuni nel genere, la voce principale unisce il tipico approccio Pop/Punk con una tipologia vocale molto più ricercata, particolare e “di nicchia”, infatti è stato rubacchiato (positivamente parlando) qualcosa ad un certo Eugene Hutz, cantante dei Gogol Bordello, meravigliosa band, regina incontrastata del Gypsy Punk. Questo non fa altro che assodare definitivamente la mia tesi: a parer mio gli Hot Dog non sono affatto la classica boy band che suona il Pop/Punk perché è facile e ha appeal immediato con il pubblico; affatto, questi ragazzi capitolini hanno un’ottima conoscenza musicale, e hanno scelto questo genere per portarne avanti l’onore a spada tratta. Parlando in particolare di Enemies, vorrei partire da un brano in particolare, Neverland: credo di non essere in errore quando dico che gli Hot Dog abbiano cercato di fare di questa canzone quello che i Sum41 hanno fatto di With Me in Underclass o che i Blink182 hanno fatto di I Miss You e I’m Lost Without You nel loro omonimo album “Blink182”; il risultato in definitiva non è nemmeno male, affatto, Neverland risulta una canzone piacevole all’ascolto e con un testo di un’ingenua bellezza ammirevole, ancora ovviamente lontano dalle tre canzoni precedentemente elencate, soprattutto da I Miss You, ma il risultato è comunque di grande, anzi eccellente, qualità. Però ovviamente devo portare delle critiche che, spero siano costruttive al massimo, in questo album manca una cosa che il Pop/Punk richiede, l’atmosfera: questo genere è così amato per il fattore l’estate, non credo che ci sia qualcuno che sta ancora leggendo questa recensione (Dopo il mio ampio sproloquiare di oltre 650 parole) che non abbia mai partecipato ad una festa di inizio, fine o durante estate che come colonna sonora avesse Blink182, Sum41 o chi per loro, e questa atmosfera estiva non la sento così forte; si avverte a tratti, come in Arachnophobia (canzone di livello molto alto, complimenti) e Funeral Party, ma deve essere coltivata. Quando sento In Too Deep dei Sum41 o una qualsiasi canzone simile nella mia mente vedo un gruppo di amici caciaroni che vanno verso il tramonto con un pick-up azzurro chiaro e stracolmi di birra (spero che qualcuno sia d’accordo con me). Io ho avvertito in questi ragazzi, però, delle atmosfere leggermente gotiche, inusuali per il Pop/Punk, e se riuscissero a rendere questo fattore più “summer” darebbero una vera svolta al genere forse anche a livello internazionale, quindi:”Ragazzi, rubate qualcosa a band come Bowling For Soup e The All American Rejects, ma senza assolutamente buttare via le molte e ottime cose fatte fin ora. Gli Hot Dog sono acerbi, e questa non devono prenderla nemmeno come una critica, perchè quello che gli sto augurando è di ritrovarsi a trentacinque anni a fare i tour Europei saltando in pantaloni corti sul palco come fanno Mark Hoppus e Tom De Longe, il che riempirebbe me e tutti gli appassionati di grande gioia.    By Andrea Galuzzi (Keep Rocking)

  

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Tutte le band punk interessate a recensioni, promozione sul web e pubblicità sul nostro blog possono scrivere ed inviare il loro materiale audio, video, bio, foto e link vari all’indirizzo  antipop.project@gmail.com Verrete pubblicati su La Punkina!

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  • 4 mesi fa
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  1. concertiitalia ha rebloggato questo post da lapunkina
  2. postato da lapunkina
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